Il Rifugio Letterario

Agosto blu

Leggere un romanzo intitolato “Agosto blu” mentre ero seduta su una sdraio blu, sotto un ombrellone blu in un caldo pomeriggio d’Agosto col cielo blu è stato quasi straniante. Onirico.

È stato come essere sospesa in un tempo che non sapevo più distinguere se fosse il mio o quello di Elsa, la protagonista della storia, una pianista di fama mondiale che un giorno va in crisi e non riesce a suonare più.

Ci siamo mosse insieme, io ed Elsa, tra la Grecia, Londra, Parigi e la Sardegna, inseguendo una donna vista fugacemente ad Atene che forse era il doppio di Elsa o forse era un ricordo.

“Agosto blu” è la storia di quei momenti che sembrano bui e invece si rivelano pura luce, durante i quali all’improvviso esci finalmente dal seminato e cominci a percorrere una strada che è solo tua. È la storia di un grido: una verità, una musica che comincia a premere per potersi finalmente alzare dal nero in cui la tenevi nascosta fino al blu del cielo, prepotente, libera.

Deborah Levy, nota per la sua “Autobiografia in movimento”, si rivela tra le migliori letture di questa estate.

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