Ancora venticinque estati
“Ancora venticinque estati” parla di questo, di una folgorazione. Di un’amicizia istintiva e rigenerante che nasce tra due adulti in un giorno d’estate, quando un incontro casuale si trasforma in un dialogo fatto di accoglienza e comprensione. Quando il telefonino viene dimenticato in un angolo perché il mondo, vivaddio, è solo qui e ora.
È la storia di un tempo lento – finalmente –, di un sospiro e del riposo senza sensi di colpa.
Del dare la giusta prospettiva alle cose, del riconoscere l’inutilità o l’importanza, del non giudicare perché “…ancora una volta ebbi conferma che di nessuno è possibile dire, guardandolo dall’esterno, quali siano gli impercettibili moti interiori – e come si allunghino le ombre.”
Un centinaio di pagine luminose.
Da leggere assolutamente.
