Il Rifugio Letterario

Bambine

Dentro Bambine di Alice Ceresa non c’è solo una famiglia: c’è un esperimento in laboratorio.

Uno sguardo quasi etologico, freddo e lucidissimo, che osserva madre, padre e figlie come creature in un habitat chiuso, fatto di ruoli, obblighi, convenzioni. Niente consolazioni, niente sentimentalismi: la famiglia borghese viene sezionata, smontata, messa a nudo.

Questo sguardo è stato interpretato:

da alcuni come ironico e sarcastico, un modo raffinato di smontare l’istituzione familiare dall’interno; da altri come eccessivamente distaccato, fino a rendere difficile provare emozione o empatia (“non mi ha toccato”, “mi ha interessato ma non commosso”).

È stato sottolineato che l’ironia agisce spesso proprio nei registri più freddi e formalizzati.

Molto apprezzata la lucidità con cui Ceresa racconta infanzia e pubertà, senza sentimentalismi.

Nel gruppo il verdetto è stato chiaro:

– un libro alto, spietato, intelligentissimo, da studiare oltre che da leggere

– non una lettura “comoda”: chiede attenzione, tempo, concentrazione

– c’è chi l’ha amato moltissimo e chi è rimasto spiazzato, ma nessuno è rimasto indifferente.

Voti per lo stile altissimi, per la storia a parte uno negativo tutti positivi e anche la scelta di Casagrande della copertina ha passato con un discreto.

Un romanzo che non cerca di piacere: pretende di essere guardato con la stessa precisione con cui lui guarda noi.

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