Siamo liete di incontrare Fabiano Alborghetti per parlare della sua nuova opera: Il movimento elementare.
Ingresso libero.
Dopo Maiser (Premio svizzero di Letteratura, 2018) e Corpuscoli di Krause (Candidato Premio Strega Poesia, 2023) Fabiano Alborghetti pubblica il romanzo in versi Il movimento elementare.
Iniziato nel 2020 e terminato nel 2025 grazie alla Borsa letteraria di Pro Helvetia, il romanzo in versi ha visto undici versioni e precedentemente anche un diverso titolo. Il movimento elementare diventerà il titolo definito dalla quarta riscrittura in avanti.
È previsto un ampio tour di presentazioni con anche un adattamento per letture sceniche tra la Svizzera e l’Italia, con numerose date in programma: tra queste si segnalano i primi appuntamenti del 1 marzo allo Studio Foce di Lugano con lettura scenica di Max Zampetti e il 7 marzo al Museo Vela di Ligornetto, dove Fabiano Alborghetti sarà in dialogo con Mauro Paolocci.
Basato su una storia vera, Fabiano Alborghetti torna a raccontare le vite dei fragili con un
romanzo in versi potente e lancinante. Accogliendo la tradizione di Attilio Bertolucci, Elio Pagliarani, Alberto Bellocchio (e dei romanzi in versi del novecento che Alborghetti studia e colleziona da oltre quindici anni) e spingendola verso il memoir di Annie Ernaux, l’autore
resta fedele alla sua vena civile più profonda attraversando una storia di famiglia, tanto privata quanto plurale.
Le domande che attraversano l’intero romanzo sono Cosa resta della vita di un uomo? E come raccontare quella vita, se è quella del proprio padre?
Dalle screpolature dei ricordi e dalla memoria umiliata Alborghetti ricostruisce un affresco tragico e umanissimo di una vita fatta di dislivelli. La narrazione si spoglia del mimetismo, viene gettato il velo letterario della finzione: ciò che resta è l’inventario della fame e del desiderio di riscatto; il decalogo delle scelte sbagliate, di un matrimonio fallito, delle mani pesanti sui figli “perché si educa così”; e, infine, di una vita ricominciata quando è troppo tardi.
Alborghetti scompone la biografia del proprio padre per guidare lo sguardo sia attraverso la storia personale che quella generale raccontando di un mondo che ha subito i cambiamenti più che accoglierli.
Fabiano Alborghetti (1970). Ha scritto di critica, fondato riviste, creato programmi radio, progetti in carceri, scuole e ospedali ed è promotore culturale. Collabora inoltre come consulente editoriale per case editrici e riviste sia in Svizzera che all’estero. È nella commissione di programmazione di diversi festival ed è presidente della Casa della Letteratura per la Svizzera italiana. Nelle vesti di autore, rappresenta la lingua italiana e la Svizzera nel mondo su mandati ufficiali e traduzioni di sue poesie sono apparse in volume, riviste o antologie in più di 10 lingue. Ha pubblicato 6 raccolte di poesia tra le quali Maiser (Premio Svizzero di Letteratura 2018) poi prodotto integralmente come radiodramma dalla RSI Radiotelevisione della Svizzera Italiana. Dal 2017 è al lavoro per un romanzo in versi basato sulla comunità Walser (Borsa letteraria UBS Cultura e Borsa di creazione della Fondazione Landis & Gyr).