Madre piccola
Stasera il nostro gruppo di lettura narrativa si è incontrato per discutere di Madre piccola di Ubah Cristina Ali Farah.
È stata ritenuta da tutti una lettura intensa: la lingua frammentaria ha messo alla prova molti di noi, ma proprio quella frammentarietà è sembrata ad altri la scelta più giusta per raccontare diaspora, sradicamento e identità spezzate del popolo somalo ma non solo.
Abbiamo riconosciuto l’autenticità dei personaggi (in particolare le figure femminili, forti e vive), la potenza dei temi e l’attualità di un libro del 2007 che parla ancora al presente. L’ultima parte in forma di lettera ha diviso: per qualcuno chiarisce e ricompone, per altri è una conclusione poco armonica col resto. C’è chi sta già leggendo altri dell’autrice…vi sapremo dire.
In sintesi: libro difficile ma necessario, più da ascoltare che da “capire” a tutti i costi.
Voti della serata: Copertina promossa a pieni voti, Stile variabile, Storia apprezzata ma a tratti penalizzata dalla forma.
Grazie a tutte/i per la discussione appassionata!
E ricordatevi che incontreremo l’autrice il 14 settembre a Babel.
