Il Rifugio Letterario

Non c’è posto per l’amore qui

Non c’è posto per l’amore, qui di Yaroslav Trofimov

Debora, giovane ebrea ucraina, si trasferisce a Kharkiv sognando una vita nuova. Ma il sogno sovietico si infrange presto: carestia, repressione e guerra la costringono a lottare per sopravvivere, affrontando scelte estreme.

Ispirato alla storia vera della nonna dell’autore, il romanzo racconta con forza e delicatezza una pagina dimenticata della storia ucraina del Novecento.

Un romanzo sull’identità, la resistenza e il prezzo della libertà.

“Non c’è posto per l’amore, qui” non è solo un romanzo: è una porta spalancata sulla storia dell’Ucraina sovietica, tra carestie, repressioni, sopravvivenza e silenzi.

Il nostro gruppo di lettura si è diviso tra chi lo ha “divorato” e chi ha fatto più fatica, ma tutti concordi su un punto: un libro necessario, che ci aiuta a capire meglio anche il presente.

La protagonista Debora, nel suo percorso pieno di scelte estreme, ha suscitato empatia, fastidio, ammirazione. Accanto a lei personaggi forti, contraddittori, a volte disturbanti: Olena, Rebecca, Samuel, Maslow.

Scrittura semplice, diretta, quasi giornalistica — per alcuni un pregio, per altri un limite.

La storia d’amore? Un cliché secondo alcuni, commovente per altri.

Ma il valore più grande resta questo: ci ha fatto uscire dal libro più consapevoli di come la storia possa plasmare, distruggere e – a volte – salvare.

Voto finale? Promosso, con qualche riserva. Ma “non c’è posto per l’amore, qui”… e forse nemmeno per l’indifferenza.

Una bella discussione e soprattutto un bel confronto e come al solito la maggioranza vince e ne consiglia la lettura con convinzione. Ci piacerebbe incontrare l’autore per parlarne ancora.

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