Il Rifugio Letterario

Le otto vite di una centenaria senza nome – Mirinae Lee

Guardando la copertina de “Le otto vite di una centenaria senza nome” si potrebbe cadere in errore. Una bella donna di spalle potrebbe dare l’idea di una storia lieve, forse anche un po’ romantica. Oppure, nel fatto che il volto sia celato, si potrebbero intuire delle verità nascoste, chissà.

Sta di fatto che quello che abbiamo per le mani è un libro bello con una storia importante, quella delle due Coree, e di una donna, la signora Mook, che ha attraversato due guerre, quella del Pacifico e quella di Corea, e che per sopravvivere si è dovuta adattare alle peggiori situazioni subendo nefandezze di ogni tipo.

Le vengono chieste tre parole per descriversi ma lei ne sceglie otto, tante quante sono state le sue vite: assassina, schiava, spia, amante, terrorista, artista della fuga, madre e ….

Sullo sfondo la Corea del nord e quella del sud, la loro storia e le storie – verosimili o vere – di una donna di cui non conosceremo la reale identità se non nelle ultime pagine, in un viavai di incredulità e indignazione continui.

La menzogna, alla fine, cos’è se non, a volte, un modo per proteggere e proteggersi?

Da leggere assolutamente.

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